Il Canada si prepara alla sfida della bioeconomia


foresta canadeseIl Canada si prepara alla sfida della bioeconomia. Nel paese nordamericano è nata BEN (BioEconomy Network), una nuova rete intersettoriale della bio-based economy, che si pone l’obiettivo di sostenere politiche mirate di carattere finanziario e ambientale in grado di capitalizzare il potenziale emergente dei prodotti bio-based nel mercato globale. In parole più chiare: BEN vuole dare impulso a un settore che già oggi in Canada vale 86,5 miliardi di euro, oltre il 7% del Prodotto interno lordo, per far crescere l’economia e creare nuovo occupazione.

A lanciare questa nuova rete è stato un gruppo di associazioni – tra queste BIOTECanada, Canbio (Associazione della bioenergia), diverse associazioni dell’industria chimica, CropLife e l’Associazione dei prodotti forestali – nel corso del recente vertice di Ottawa “Canadian Renewable Fuels”. Già oggi fanno parte di questa rete 800 aziende associate, che supportano più di 2 milioni di posti di lavoro in diversi settori, che vanno dall’automobile alla chimica, all’agricoltura e ai prodotti forestali, per un fatturato annuo complessivo di 266 miliardi di dollari canadesi.

“Abbiamo visto la politica aggressiva sulla bioeconomia di Stati Uniti, Cina ed Europa e non vogliamo stare a guardare”, ha dichiarato Catherine Cobden, vice-presidente esecutivo dell’Associazione canadese  dei Prodotti Forestali , chiamata a presiedere BEN. “Non vogliamo  – ha proseguito Cobden – che il Canada finisca in una posizione vulnerabile in un contesto concorrenziale sempre più feroce. Forse abbiamo bisogno di fare il punto su dove ci troviamo: qui in Canada abbiamo risorse naturali che gli altri paesi ci invidiano. Vogliamo lavorare oltre i confini tradizionali e posizionare il Canada per il futuro.”

Secondo l’OCSE, attualmente la bioeconomia rappresenta un terzo dell’economia globale. Nella definizione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la bioeconomia si riferisce tipicamente all’impatto economico dell’attività scientifica e di ricerca focalizzata sulle biotecnologie, così come all’impatto della produzione e della commercializzazione di prodotti e processi che utilizzano fonti rinnovabili biologiche. Stiamo parlando di nuovi prodotti in grado di influenzare settori come quello delle cure mediche, della diagnostica, dell’energia, dei prodotti chimici, dell’agricoltura e dei materiali industriali.

BEN si concentrerà sulla creazione di un ambiente normativo favorevole, inclusi gli standard, e fornirà al governo  un forum dove incontrare tutti i portatori di interesse della bioeconomia, coordinandone il lavoro. Il governo canadese non è certamente insensibile al tema della bioeconomia, avendo messo a disposizione ingenti fondi per capitale di rischio per progetti di ricerca bio-based: 500 milioni di dollari solo lo scorso marzo.  Ma non solo: il governo nazionale ha dato chiare indicazioni di puntare sulla bioeconomia a tutti i governi decentrati.

Da questi primi passi – è l’auspicio di BEN – potrà essere costruita la strategia nazionale canadese per la bioeconomia, che in qualche modo possa replicare sul territorio del Canada il Bluprint Bioeconomy lanciato dal presidente Obama negli Usa lo scorso aprile e la Strategia Bioeconomy 2020 dell’Unione europea.

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