L’industria europea punta decisa sul biotech


Si sono dati tutti appuntamento a Düsseldorf. Circa 450 delegati e, scorrendo la lista dei presenti all’edizione di Efib che si è tenuta dal 16 al 18 ottobre, si capisce l’importanza che le biotecnologie hanno oggi per i grandi gruppi industriali. Il business del futuro è qui, nel biotech. Bayer, Basf, BP, DSM, Dupont, Evonik, Henkel, Solvay, Total, Unilever sono solo alcune delle realtà presenti, certamente le più famose.
Tim O’Connel è il responsabile biotech del colosso chimico Henkel, un fatturato mondiale superiore a 15,6 miliardi di euro nel 2011, con le divisioni Adesivi, Cosmetici e Detersivi. “Il mio lavoro – spiega O’Connell – è analizzare e valutare la qualità di tutti gli enzimi e gli ingredienti biotecnologici in Henkel. L’attenzione di Henkel verso la biotecnologia va inquadrata nell’“ambizione semplice, ma impegnativa, di ottenere di più con meno e triplicare la nostra efficienza entro il 2030. Quest’obiettivo ci impone di anticipare nuove soluzioni e mettere in discussione il modo in cui conduciamo l’attività e le operazioni. Nella strategia di Sostenibilità 2030 stiamo rafforzando la nostra solida tradizione e i fattori che ci hanno procurato successo in passato. Siamo convinti che a lungo termine la sostenibilità sia essenziale per la prosperità futura dell’azienda”. La strategia “Sostenibilità 2030” di Henkel è una strategia a lungo termine per affrontare una delle sfide centrali che attendono l’industria nei prossimi anni: sganciare la crescita dal consumo di risorse.
Verso il biotech e la bioeconomia è molto forte anche l’interesse di Total, il gigante energetico francese con 186,4 miliardi di euro di fatturato nel 2011. Come dimostra la presenza massiccia di manager della società parigina a Düsseldorf. Cristina Feirrera si occupa di R&S per nuovi processi biotech, Marc Gillman è il capo della Divisione Bioenergie e Sviluppo agricolo, Pierre-Emmanuel Beliard lavora nella Divisione Nuove energie.
Manoelle Lepoutre è una dei vicepresidenti esecutivi della società, con l’incarico su Sviluppo sostenibile e ambiente. “L’obiettivo di Total – spiega Lepoutre – è fornire energia al maggior numero possibile di persone. Con una popolazione mondiale destinata a raggiungere i 9 miliardi nel 2050, si stima che la domanda media di energia crescerà dell’1% nei prossimi anni. Per questo motivo, Total crede e partecipa allo sviluppo di nuove energie, in particolare da biomasse e solare fotovoltaico. Dobbiamo fornire più energia e ridurre l’impatto sull’ambiente. Nel 2030 arriveremo ad avere una percentuale sul totale di energia da fonti fossili del 75%, mentre oggi siamo all’81%. Per fare questo dobbiamo investire in tecnologia per avere prodotti innovativi. Ben 7 miliardi di dollari del nostro budget in R&S saranno dedicati a queste tematiche dal 2010 al 2015: nuove energie ma anche maggiore efficienza energetica e riduzione dell’impatto potenziale sull’ambiente”.
Evonik ha annunciato un investimento di 350 milioni di euro fino al 2014 per la produzione di un aminoacido biotech (L-Lysin) che sarà impiegato nel mercato mangimistico mondiale. Secondo Patrik Wohlhauser, membro del consiglio di amministrazione del gruppo tedesco delle specialità chimiche che ha chiuso il 2011 con un fatturato di 14,5 miliardi di euro, “le biotecnologie offrono in diversi settori di business opportunità interessanti per la crescita futura dei profitti e per il rafforzamento della nostra strategia di crescita sostenibile. Nel medio termine l’obiettivo aziendale è di raggiungere nel comparto Salute e Nutrizione un giro d’affari da prodotti biotech di un miliardo di euro”. A dimostrazione delle opportunità di crescita messe a disposizione dalle nuove applicazioni biotecnologica, dalla Evonik fanno presente come negli ultimi due anni il team addetto al biotech attivo nello stabilimento di Halle-Künsebeck sia raddoppiato fino alle 100 unità.
Insomma, sembrerebbe vera l’equazione che più investimenti in innovazione equivalgono a più crescita economica e più opportunità di lavoro qualificato.

Mario Bonaccorso

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