La bioeconomia al femminile


Un miliardo di persone al mondo sono obese mentre 900 milioni soffrono la fame. Intorno a questo drammatico paradosso è ruotata l’edizione 2012 di Women & Technologies, l’evento annuale dedicato ad approfondire il ruolo delle donne nello sviluppo tecnologico italiano. Ospitato nella cornice di Palazzo Turati a Milano lo scorso 6 novembre, quest’anno l’evento ha puntato l’attenzione su alimentazione, salute e sostenibilità. Tre concetti fortemente correlati, in un momento storico – come ha sottolineato in un videomessaggio Paolo De Castro, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – caratterizzato dalla scarsità delle risorse e dal bisogno di innovazione in agricoltura che consenta di migliorare la produttività del suolo e ridurre gli sprechi, soprattutto quello dell’acqua, per soddisfare il bisogno crescente di cibo di una popolazione mondiale che entro il 2050 si stima raggiungerà i 9 miliardi di individui.
Quantità ma anche qualità, che faranno dell’alimento sempre più un elemento imprescindibile per la prevenzione delle malattie, portando l’industria alimentare ad avvicinarsi all’approccio dell’industria farmaceutica. “Il cibo non sarà mai un farmaco – ha sottolineato Francesca Fasano dell’Ufficio Ricerche del colosso americano Heinz – ma qualsiasi nuovo prodotto deve basarsi su una solida ricerca scientifica”. Via via si andrà verso i cosiddetti alimenti funzionali, che avranno benefici sulla salute oltre che di tipo nutrizionale.
Altro tema bioeconomico affrontato nel corso del convegno tutto al femminile ha riguardato lo spreco del cibo. Il 30% della produzione agricola mondiale viene perso per stress a cui le piante sono sottoposte nel corso del loro ciclo di vita, il 20% nel ciclo post-raccolta. “Numeri impressionanti – ha messo in evidenza Chiara Tonelli, docente di Genetica delle piante all’Università di Milano – che fanno comprendere il ruolo importante dell’innovazione nel miglioramento qualitativo delle piante, per renderle sempre più resistenti a condizioni climatiche avverse o farle crescere in zone caratterizzate da scarsità di acqua.
Il cibo si perde nei campi, dopo la raccolta e anche a casa dei consumatori. Secondo la FAO, dal campo alla tavola 1 milione e 300 mila tonnellate di cibo ancora consumabile viene gettato nei rifiuti. Se recuperato, si potrebbe dare da mangiare a circa metà della popolazione mondiale.
Da Milano, le donne di Women & Technologies mandano un segnale forte: ci saranno anche loro, le loro competenze, la loro passione, nella bioeconomia del Terzo millennio.
Gilda Giovanni

One thought on “La bioeconomia al femminile

  1. egocreanet 27 March 2013 / 9:20 pm

    COMUNICATO STAMPA

    IL WorkShop NUTRA SCIENZA organizzato da EGOCREANET (28/03/2013 c/O Provincia di Firenze sala L.Pistelli) ) vedi in : http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=140630 , trattera delle proprieta nutritive degli e dei loro componenti attivi in funzione degli avanzamenti dei processi tecnologici che permettono la individiuazione dei bio marcatori che regolano i metabolismi specifici dei vari organi vitali . Tali studi e ricerche innovative sul digestione , assorbimento e metabolismo alimentare permettono di comprendere la influenza degli alimenti sulla espressione genetica ( nutrigenomica) e quindi di agire sulla prevenzione della salute .Inoltre la ricerca sul metabolismo e le proprieta nutritive dei componenti alimentari ,permettera’ di produrre nuovi integratori e prodotti nutraceutici per fortificare una grande varieta di cibi e renderli funzionali come cibi destinati a diete particolari ed individualizzate.

    A seguito del WS Nutra Scienza 2013, si iniziera’ la aggregazione di un CLUSTER Nazionale per la ricerca e la documentazione degli effetti salutistici degli alimenti ;la valutazione della qualità nutrizionale e sensoriale e la gestione della sicurezza e dell’idoneità degli alimenti vista in funzione della prevenzione della salute e del benessere psico-fisico. Paolo Manzelli 27 Marzo 2012

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