Tecnologia made in Germany per i biocombustibili ucraini


avangardSi sa, il business è business. E a questo deve aver pensato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, più che al rispetto dei diritti civili in Ucraina e all’ex premier, Julia Timoshenko, che resta in carcere. Ricorderete che partì proprio da Merkel l’idea di boicottare l’Ucraina ai recenti campionati europei di calcio (tenutisi proprio in Polonia e Ucraina). Dicevamo, il business è business e così la Germania, messi da parte gli scrupoli estivi, intende aiutare l’Ucraina a stabilire la propria produzione di biocombustibili nel 2013. È quanto rende noto il ministero ucraino per le Politiche agricole e l’alimentazione (minagro.gov.ua), diffondendo una dichiarazione di Juergen Keinhorst, rappresentante del ministero federale tedesco per l’Ambiente intervenuto a un recente meeting economico ucraino-tedesco. Secondo Keinhorst, la Repubblica federale tedesca è pronta a investire in progetti piloti nel settore in Ucraina.

Nel corso della riunione congiunta tra i due paesi europei, alcuni scienziati ucraini hanno presentato i loro progetti per impianti piloti di biocombustibili, che produrranno energia termica e biogas dai rifiuti agricoli con tecnologia e attrezzature made in Germany. “Attualmente, l’Ucraina ha un’offerta di circa 30 progetti di questo tipo”, ha dichiarato Viktor Tymoshchuk, esperto del Dipartimento di ingegneria e macchine agricole del ministero per le Politiche agricole e l’alimentare.

Secondo Tymoshchuk, le relazioni scientifiche tra Germania e Ucraina nella bioeconomia risalgono a decenni fa, ma si sono intensificate nel 2006. Nel 2013, i due paesi europei hanno in programma di portare tale cooperazione ad un nuovo livello concretizzando i progetti sui biocombustibili. Ma non solo: l’Ucraina punta a far progredire la sua produzione di biocarburanti con la creazione di un villaggio pilota di bioenergia.

In possesso di un ampio settore agricolo che produce notevoli quantità di rifiuti agricoli e letame, l’Ucraina ha un potenziale significativo per la produzione di bioenergia. Al momento, il paese ex sovietico produce 700 mila tonnellate di biocombustibili solidi all’anno, ha detto Tymoshchuk. Per fare un paragone, un impianto medio di biocarburante tedesco produce 800 mila tonnellate di biocombustibili solidi all’anno.

Nel mese di ottobre, l’Ucraina ha lanciato il suo primo progetto pilota per la produzione di biocombustibili solidi. L’impianto di produzione di pellet di legno si trova nel Turbiv, nella regione della Vinnytsia, centro-ovest dell’Ucraina. Il governo di Kiev ha fissato come proprio obiettivo la costruzione di un totale di dieci impianti di questo tipo. Il pellet di legno sarà prodotto a partire da paglia acquistata da agricoltori locali  e l’efficienza energetica della sua combustione si stima possa superare l’85 per cento.

Attualmente, l’Ucraina vanta sei unità funzionanti a biogas. Inoltre, due aziende avicole in Ucraina occidentale e meridionale inizieranno la produzione di biogas entro il 2013. Il volume di biogas prodotto dovrebbe raggiungere i 30-35 milioni di metri cubi. Ma non è tutto: la holding agraria ucraina Avangard culla il progetto di vendere biogas all’Unione europea. Per realizzarlo, il colosso guidato da Nataliya Vasylyuk collaborerà con la società di stato polacca PGNIG-Energy. Ucraina e Polonia ancora insieme, dunque. Proprio come ai recenti campionati europei di calcio.

Marta Daria

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