Obama Administration Boosts the Use of Bio-based Materials in Cars

Henry Ford II World Center
Henry Ford II World Center

The US Center for Automotive Research (CAR) announced Thursday that it will be the lead agency in a $1.47 million grant under the federal “Make It In America Challenge” to boost the use of bio-based materials in cars. Partners in the effort include the Michigan Manufacturing Technology Center, the Macomb-St. Clair Workforce Development Board and the National Center for Manufacturing Sciences.

“Our project, ‘Building Capacity and Capability in the Bio-Based Materials Manufacturing Sector,’ will build and expand on this distinctive combination of assets to support job creation and attraction of domestic and foreign direct investment in the agricultural manufacturing sector, as well as greater development of a supply chain for bio-material products to support the U.S. automotive industry,” said Kim Hill, director of the Sustainability and Economic Development Strategies group and project lead at CAR.

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Vilsack, US Agriculture Secretary: $181 million to Develop Advanced Biofuels

Tom Vilsack, US Agriculture Secretary
Tom Vilsack, US Agriculture Secretary

Agriculture Secretary Tom Vilsack has announced the availability of 181 million US dollars to develop commercial-scale biorefineries or retrofit existing facilities with appropriate technology to develop advanced biofuels. The U.S. Department of Agriculture (USDA) remains focused on carrying out its mission, despite a time of significant budget uncertainty. Vilsack’s announcement is one part of the Department’s efforts to strengthen the rural economy.

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Il secondo mandato di Obama è bio-based

secondo mandato obamaBarack Obama ha giurato per il suo secondo mandato. Nel discorso inaugurale pronunciato a Washington ha toccato tutti i temi del dibattito politico americano: economia, sanità, cambiamenti climatici (un punto su cui ha insistito molto e che invece era rimasto in secondo piano durante la campagna elettorale), armi da fuoco, diritti civili di donne, gay, immigrati e minoranze. “L’America è in ripresa, un decennio di guerre sta finendo, l’economia sta ripartendo. Ora più che mai dobbiamo agire insieme come una nazione, un popolo. Le nostre possibilità sono illimitate”.

Saranno quattro anni in cui l’America cercherà di spingere sull’acceleratore della ripresa economica. E a contribuire alla spinta sarà certamente il piano della Casa Bianca per la bioeconomia. A sottolineare quanto Obama crede alle enormi potenzialità dell’economia bio-based  è arrivata nei giorni scorsi la sua scelta di confermare capo del Dipartimento dell’Agricoltura, Tom Vilsack, uno dei pochi ad essersi salvato dalle modifiche apportate dal presidente al suo secondo gabinetto.

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Il Congresso Usa contro Obama e il piano sui biocarburanti

A rischio il piano biofuels del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Secondo voci che provengono da oltre Atlantico, il congresso potrebbe interrompere gli ambiziosi programmi sui biocarburanti della Difesa americana, quando a breve assumerà il National Defence Authorization Act. Il motivo? Gli alti costi dei carburanti di derivazione biologica rispetto ai carburanti di origine fossile. Ma i più maligni pensano si tratti di un ennesimo tentativo di  sgambetto al presidente Obama, appena rieletto. Comunque sia, si tratterebbe di un colpo pesante per la strategia americana a lungo termine per la sicurezza energetica. Ma non solo: i produttori di biocarburanti perderebbero uno dei maggiori e più promettenti clienti.

Il Dipartimento della Difesa è infatti uno degli attori chiavi nella bioeconomia a stelle e strisce, non solo in qualità di cliente tenace e aggressivo ma anche perché svolge un’attività importante di ricerca e sviluppo sui biocarburanti di terza generazione, quelli che derivano dalle alghe.

Già la scorsa primavera, i leader repubblicani al Congresso avevano tentato di impedire ai militari di acquistare i biocarburanti in quanto più costosi rispetto ai combustibili fossili, e si erano anche opposti alla costruzione di bioraffinerie della Difesa sul suolo americano. La risposta di Obama era stata ferma: 62 milioni di dollari messi subito a disposizione per l’acquisto di biocarburante militare, operazione compiuta nel quadro del Defence Production Act degli anni cinquanta, e 420 milioni per una partnership pubblico-privato sui biocombustibili per la costruzione di bioraffinerie.

Solo grazie a questo intervento la Marina militare ha potuto mantenere la propria collaborazione con la società Biodico per la ricerca e sviluppo di biocarburante. Di recente, la Biodico ha firmato un accordo con la Marina per la costruzione di una bioraffineria nuova di zecca. La Marina mette a disposizione una sua base e in cambio ottiene dalla Biodico la fornitura di biocarburante a prezzi competitivi.

Ma anche l’Aeronautica, l’Esercito e la Guardia costiera statunitensi sono coinvolti nel programma sui biocarburanti.

In un Rapporto pubblicato nei mesi scorsi, il Dipartimento della Difesa ha stimato che la sola iniziativa sul biocarburante militare potrebbe generare un volume d’affari di circa 20 miliardi di dollari entro il 2020, creando fino a 17mila nuovi posti di lavoro.

La relazione rileva inoltre che i benefici di una bioeconomia in crescita sono distribuiti su una vasta area degli Stati Uniti, andandosi a integrare con le iniziative rurali dell’Amministrazione Obama per lo sviluppo economico. Il piano di sviluppo economico rurale ha preso il via nel 2011 con un memorandum d’intesa tra il Dipartimento della Marina, quello dell’Energia e quello dell’Agricoltura, che presentava la Marina come un cliente bramoso di biocarburanti.

Gli apparati militari sono il più grande driver dell’industria dei biocarburanti negli Stati Uniti in questo momento. Se il Congresso dovesse davvero bloccare i programmi della Difesa – dicono gli addetti ai lavori – la mazzata per l’industria biofuels made in America sarebbe davvero pesantissima.”

Felice Amori